Costa Azzurra (Genova)

Il primo e l’ultimo tango

Un giorno,
in quel di Pigna,
i due angeli,
uno biondo e l’altro bruno,
che ci avevano condotto sin lì,
indaffarati come sempre
a renderci
piacevole il soggiorno,
hanno organizzato
un incontro danzante e,
poiché l’angelo biondo già ballava,
ho ritenuto opportuno
invitare al ballo quello bruno.
Fattomi avanti
l’ho invitato
ma questi
con sconcertante tranquillità
mi ha detto:
O.K., buona notte e buon riposo.
Io allora dissi:
vedi che ti volevo invitare a ballare;
e l’angelo:
ma certo, se uno è stanco!
Compreso che non poteva non avere capito
ma che non intendeva
concedermi il ballo,
mi stavo ritirando in buon ordine,
non senza imbarazzo e stupore,
quando aggiunse:
accetto con piacere.
Nella sala aleggiavano le note struggenti
di un tango maliardo
ed io mi accingevo ad avvolgere
il suo fianco destro
quando l’angelo
con fare deciso,
scostò la mia mano
avvolgendomi al fianco sinistro
con il suo poderoso braccio
Che dire,
lo sconcerto iniziale
si tramutò in panico,
ma l’angelo,
imperterrito,
mi fece svolazzare
per la sala
ribadendo così
il suo ruolo di conduttore.
Alla meno peggio
completammo quel ballo
che come mai prima d’allora
aveva messo in crisi
il mio ruolo di cavalier servente.
Ringraziai e mi ritirai
in una poltroncina lì accanto.
Quello fu il primo e ultimo ballo
con quell’angelo.

Ninoelle

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